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5 cose che l’America invidia a Milano

Fermi tutti. È il momento di fare le cose “the Italian way”

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Milano, la città più glamour e modaiola del Bel Paese, offre a chi la visita e a chi ci abita fantastici ristoranti, shopping e infinite possibilità per la vita notturna. Ma ci sono tantissime cose della cultura italiana e milanese che mi mancheranno un po’ quando tornerò in America.

Ecco dunque le cinque cose che farebbero bene agli Stati Uniti, se prendessero esempio dall’Italia.

L’aperitivo

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Non c’è niente da amare di più di questo paese che un buon aperitivo. In America tutto quello che si ottiene ordinando un cocktail a prezzo gonfiato sono i postumi della mattina dopo. Ma in Italia un aperitivo offre molto, molto di più. Da Wasabi, il mio sushi preferito in Brera, potete ordinare un drink a scelta e approfittare del buffet di sushi all-you-can-eat, con edamame, sashimi, frutta e anche tanti dessert, oltre che un assortimento di crudi e tempura.

Ottimo vino a ottimi prezzi

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Concedersi un buon bicchiere di vino, bianco o rosso che sia, a volte può raddoppiare il vostro conto. In America un calice, nemmeno troppo abbondante, può arrivare anche a costare sui 15 dollari, che sono quasi 12 euro. In Italia, invece, potete avere un bicchiere di ottimo vino per 7 euro. Vivere nel paese del vino ha i suoi vantaggi, giusto? Da Signorvino, in Duomo, il buon vino non manca mai e potrete ordinare un calice a un ottimo prezzo.

Nessuna mancia

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In America è buona norma lasciare una buona mancia quando si va via da un ristorante, per compensare i camerieri per i loro (si spera buoni) servizi. Se però il servizio non fosse all’altezza degli standard del cliente, questo lo farà notare diminuendo l’entità della mancia al momento del conto. Di solito la mancia è ciò che incentiva lo staff a fare un buon lavoro e ad assicurarsi che ci si occupi sempre delle esigenze della clientela. In Italia, però, non è così comune lasciare mance: di solito il costo del servizio è già incluso nello scontrino quando ci si siede in un ristorante. E allora cosa spinge lo staff a fare un buon lavoro, se non una buona mancia? Il salario di un cameriere in Italia è molto più alto di quello di un cameriere americano, questo compensa la mancanza di mance e i conti sono più leggeri.

Una mentalità più pacata

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Questo è l’aspetto della cultura italiana che risulta più estraneo agli americani che passano qui del tempo, e può risultare frustrante per chi è sempre di fretta e mira al massimo dell’efficenza. Diversamente che in America, si pone molta enfasi sul godersi non solo l’esperienza a tavola ma anche la compagnia delle persone con cui si è insieme. Una tipica cena qui può durare da un’ora e mezza a due ore e sia il ristorante che i camerieri non hanno fretta che finiate il vostro pasto per liberare un tavolo, come spesso succede in America.

Carboidrati, carboidrati e ancora carboidrati!

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Come potete immaginare, non mancano certo i carboidrati nel paese della pasta. Piatto tipico della cultura italiana, in America non ci si vergogna a mangiare pasta e pizza a ogni pasto. Qual è il segreto degli italiani per rimanere magri allora? Porzioni più ragionevoli e ingredienti più genuini. L’industria alimentare americana ha molto da imparare da una visita alla cucina di un ristorante italiano. Gli ingredienti sono più freschi e nel cibo non ci sono tutti quei conservanti su cui si basa l’industria alimentare in America. Le porzioni più piccole giocano anche un importante ruolo nel distanziare le due cucine. Si esce dal ristorante sazi, non rigonfi. Alla Taverna del Borgo Antico, in Via Madonnina, potrete godervi delle tagliatelle al ragù fatte in casa senza sentirvi scivolare, dopo, nel coma da digestione.