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5 mixology bar di nicchia a Milano

Anche i cocktail hanno la loro scena indie, qui a Milano. Venite a scoprirla.

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Se parliamo di fine drinking, Milano è un po’ una città santa. Non solo l’offerta di cocktail bar in tutte le declinazioni possibili è praticamente sterminata, ma gli specialisti a lavoro in ciascuno di questi bar costituiscono un arsenale di autentiche eccellenze.

La grande scelta che ci troviamo davanti si divide in posti gettonatissimi, le cui porte si aprono sulle strade più battute; e in altri locali, conosciuti da pochi adepti, scoperti fortunosamente durante passeggiate fuori programma. Questi cocktail bar che definiremo “di nicchia” sono tutti luoghi con qualcosa di speciale, di unico. Vuoi che si tratti di un mixologist con una vision definita e originale in testa, vuoi che si tratti di un’estetica precisa, tutti quanti i mixology bar elencati vi stupiranno con qualcosa di sopra le righe.

Per questo ne abbiamo esplorato un buon numero e abbiamo deciso di raccontarvi i nostri cinque preferiti. Sono tutti ottimi posti, perfetti per una serata diversa dalle altre, che magari vi faranno cambiare zona una volta tanto. Se vi sentite intraprendenti e avete deciso di sperimentare, provateli. Non ne rimarrete delusi.

KILBURN COCKTAIL BAR

Via Panfilo Castaldi, 25

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Un bar d’ispirazione british (Kilburn è il nome di un famoso quartiere di Londra) dove la mente del mixologist, Ennio, partorisce continuamente nuovi, audaci e, soprattutto, strutturatissimi drink in cui spiriti di alta qualità, uniti a ingredienti del tutto unici, permettono di degustare il cocktail quasi fosse un calice di vino. Su questo si punta al Kilburn: sulla semplicità, sulla qualità e sull’ originalità nel mixaggio di elementi ricercati con distillati complessi e di alta levatura. Il risultato lo vedrete da voi. La mixology targata Kilburn vuole estasiare il palato stupendo anche gli occhi e ricercando la vera essenza del cocktail nell’armonia fra elementi raffinati e contrastanti.

WOODING BAR

Via Garigliano, 8

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Sentitevi dei veri esploratori in questa gemma del fine drinking milanese: il primo bar endemico del mondo. Anzitutto la location, minimale e con raffinati tocchi di industrial-chic. E poi il concept che sta dietro la lista cocktail: un bere sostenibile, salutare e contemporaneo che non rinuncia a nessuna possibilità nel campo della mixology. Nei cocktail del Wooding Bar troverete come ingredienti erbe selvatiche, radici, licheni ed altre specie vegetali spontanee raccolte e mano e lavorate artigianalmente che hanno sapori erbacei e presentazioni assolutamente originali.

SURFER’S DEN

Piazza Caduti del Lavoro, 5

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Si entra suonando un citofono, quindi sulle prime il look del bar è avvolto dal mistero. Si attraversa un percorso di lucine grandi e piccole e si entra in questo cocktail club scoprendo un nuovo mondo: tappeti persiani al pavimento, tavole da surf alle pareti, arredi vintage e poster dei tempi che furono. Il meglio? La selezione dei drink, il cui menù cambia due volte l’anno ed è pieno di illustrazioni originali, tutte tematicamente legate. Cavallo di battaglia? L’Ape Vigorosa, cocktail basato sulla grappa e che si conclude masticando un favo di miele, che ha portato il viso di Yuri Gelmini, il mixologist, fin sulle pagine del New York Times.

RUFUS COCKTAIL BAR

Via Alberto da Giussano, 2

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Piccola perla nascosta di Conciliazione, il Rufus si segnala, anzi tutto, per la propria forte personalità. Possiede una sua mascotte (un Jack Russell), possiede un team di mixology capeggiato da Alessandro De Luca che ne sorveglia la drink list e possiede una location piccola ma non da poco, decorata con gusto e con estro. I cocktail? Ci sono i signature, in perpetua evoluzione, e anche la possibilità di qualche interessante fuori programma. In entrambi i casi non resterete delusi. Come accompagnamento troverete anche una serie di tapas gourmand che vi faranno dimenticare i taglieri di salumi e le patatine degli altri bar.

FAB

Ripa di Porta Ticinese, 27

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Locale nuovo fiammante sulle rive del Naviglio Grande, il FAB è giovane ma promette già grandi cose. A partire dal concept, che vuole sposare mixology e tapas gourmet (firmati dal giovanissimo chef Gigi Rana) in un ambiente piccolo ma estremamente raffinato. Protagonista è la bottigliera, carica di spiriti e liquori rari, e illuminata come un altare. Poi il bancone di pietra scolpita, particolarissimo, e ovviamente il team di bartender che, prima che con i cocktail, vi inebrieranno con la loro creatività.