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Interviste

Annalauriniblue – Profili di donna

Cosmopolita, geniale e innovatrice: il percorso artistico di un talento tutto italiano

Incontro Anna Laurini nel primo pomeriggio di una giornata soleggiata al bistrot L’Ov, in viale Premuda, con l’intenzione di fare due chiacchiere sorseggiando un bicchiere di vino. Lei, appena arrivata da Londra, mi aveva già avvisato che sarebbe rimasta a Milano solamente per due giorni per un servizio fotografico, vita di routine e viste ai familiari. Si presenta con un cappello New Era degli Yankees, di cui è avida collezionatrice, con un blue jeans e sneaker decorate da un tocco di vernice. A metà tra quello che si potrebbe definire “trash street style” e un abbigliamento casual, un fugace osservatore potrebbe pensare che Anna segua lo stile corrente, ma in verità lei della moda non se ne cura. Anzi, afferma di rifuggire ed essere estranea a tale mondo pur essendo consapevole dello stretto nesso che c’è tra arte e fashion. Così ci sediamo e finalmente iniziamo a parlare.

Ciao Anna, prima di tutto ti ringraziamo moltissimo per aver accettato di effettuare questa intervista e ti facciamo i complimenti per il tuo percorso artistico. Siamo entusiasti di poterti fare qualche domanda personale e di conoscere il tuo punto di vista sulla nostra amata città.

La prima domanda sorge spontanea: chi è Anna Laurini?
Mi piacerebbe partire dalle mie origini, da un paese nella cintura di Milano dove ho trascorso la mia infanzia fino alla prima adolescenza, quando il richiamo della città ha iniziato a farsi sentire forte e chiaro. Avevo bisogno dei rumori, dell’energia e degli stimoli della metropoli, così inizio a frequentare Milano. Mi lego subito alla zona di Piazza Vetra e dei Navigli, perché arrivavo sempre alla stazione di Porta Genova ed era il luogo di più facile per incontrare i miei amici. Inizio a sentirmi ispirata, la mia mente eccentrica mi fa capire in modo inequivocabile che l’arte è stata la mia strada.

Come hai iniziato la tua formazione in ambito artistico?
Frequento la Central Saint Martins a Londra e il FIT a New York, ma capisco che il mio percorso artistico è ben distante dal mondo accademico classico: il mio studio di produzione ideale è la strada.  Nasce così la mia prima grande idea nonché opera “Omnia” il profilo di donna dalle labbra rosse. Con ispirazioni cubiste, in particolare Picassiane, creo questa immagine di donna che sarà poi il fulcro e il tema centrale della mia arte.

Anna Laurini

Qual è stato il tuo riferimento principale?
Questa figura si è presentata in modo nitido nella mia mente da un giorno all’altro. Così ho deciso di iniziare a fare lavori su tela a pennello, usando prevalentemente il nero e il rosso per le labbra come colori di base, per aggiungere in un secondo momento il blu elettrico, che poi è diventato il mio colore distintivo da cui ho preso anche il mio nome d’arte “ANNALAURINIBLUE”. Inizio a riempire le strade di varie città internazionali con il mio Tag: il profilo di donna. Ho cercato di distinguermi dalla massa preferendo il pennello alla bomboletta spray.

Quando e come è arrivata la fama a livello internazionale?
Vivo letteralmente con la valigia in mano, mi sposto sempre, sono arrivata addirittura in Australia, a Melbourne. Passano gli anni e i miei lavori iniziano ad essere molteplici, le persone si fanno domande sul misterioso artista. Arriva inevitabilmente la fama a livello internazionale grazie alla riconoscibilità dei miei lavori, ormai sparsi in diversi quartieri delle più importanti metropoli. Vengo contattata per collaborazioni con brand di moda e ovviamente da numerose gallerie, nelle quali ad essere sincera, non ho mai confidato particolarmente.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Attualmente lavoro con “Lights of Soho” a Londra. Mi piace l’ambiente giovane e attivo, adoro interagire con la gente andando spesso in galleria e dedicandomi pienamente al live painting in stile Warhol. Sono una ferma sostenitrice della teoria di Keith Haring: l’arte deve essere riportata tra le persone comuni.

Sei soddisfatta del tuo lavoro? Programmi per il futuro?
Assolutamente. Quando il lavoro coincide con la più grande passione il connubio non può che essere perfetto. I piani per il futuro sono molti, come sempre. Tornerò a New York per un periodo ma la mia vera soddisfazione sarebbe una mostra personale a Milano, per un ritorno alle radici.

Anna Laurini

Il tuo posto preferito a Milano per le seguenti occasioni:
Colazione: per colazione mio padre era solito portarmi da Marchesi in corso Magenta, davanti a Palazzo Litta, dove lui lavorava. Le loro paste mi sono sempre rimaste nel cuore.
Pranzo e Cena: per pranzo e cena tra i miei posti preferiti ci sono la Cantina della Vetra e l’Hostaria Borromei. Adoro la loro cucina classica e semplice milanese. Su questo mi sento tradizionalista.
Drink e after dinner: sicuramente il Mag Café o Luca e Andrea (coolest spots sui navigli).

Se un tuo amico che non è mai stato a Milano arrivasse in città, dov’è che assolutamente lo accompagneresti?
A qualsiasi amico in visita in città consiglierei di fare un giro al mercatino vintage dei navigli, dove spesso compro i libri su cui poi vado a dipingere. Si trovano cose molto interessanti.

Una chicca per i nostri lettori: il tuo “angolo nascosto” preferito di Milano.
Il mio spot segreto? La Vigna di Leonardo, per me un piccolo giardino dell’eden nascosto.

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Cosmopolita, geniale e innovatrice Anna è questo e molto altro. Fa parte dei tanti talenti italiani all’estero che crede nella possibilità di tornare in Italia facendosi portatrice di un’aria di cambiamento, di cui la città ha necessariamente bisogno. Verso la fine del nostro incontro le arriva un messaggio, il suo volo per Londra è stato cancellato a causa di uno sciopero, deve fermarsi a Milano. Casualità? Io non credo.

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