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Ristoranti

Filippo La Mantia – Oste e Cuoco

La coccola da concedersi e il vizio da permettersi almeno una volta ogni tanto

Varcando la soglia di Filippo La Mantia – Oste e Cuoco in Piazza Risorgimento, angolo via Poerio, vengo assorbita da un’atmosfera calda e avvolgente: luci soffuse e ricercate, fotografie d’autore appese alle pareti e musica… musica diffusa in tutti gli ambienti.

Più di un ristorante, Filippo La Mantia non è solo il nuovo gioiellino dell’omonimo Chef, ma è anche la sua casa milanese: qui ha deciso di portare un pezzo di Sicilia, con i suoi sapori, profumi e colori. Proprio come in una casa non ci sono orari, è aperto dalla mattina alla sera, offrendo colazioni, brunch, lunch, aperitivi e cene, nonché cocktail bar per rilassarsi dopo un’intensa giornata di lavoro, con sala fumatori annessa (separata ovviamente dall’ambiente principale).

Realizzato su una superficie di 1800 mq e disposto su due livelli, senza spazi definiti né riservati, il ristorante è composto da stanze che si susseguono e si intrecciano lasciando massima flessibilità nell’utilizzo degli ambienti. Il progetto degli interni è stato affidato a Piero Lissoni, maestro di design e architettura d’interni, amico di Filippo La Mantia, con il quale si è instaurato un rapporto di massima collaborazione e interazione. Il connubio ha prodotto uno spazio meraviglioso: si percepisce il calore della terra siciliana, interpretato da un architetto milanese.

Grigio tortora e toni lavici per la palette colori, finiture metalliche, una grande scalinata trasparente con illuminazione a led arancione, pannelli in bambù che nascondono le grandi vetrate: tutto estremamente curato e minuziosamente dettagliato. Arredi disegnati appositamente dall’architetto per Cassina, omaggio al Made in Italy, con icone come il “Cicognino” di Albini e le poltroncine Utrecht. Grande attenzione viene data all’illuminazione, parte fondamentale del progetto: intima ma mai insufficiente, con luci a stelo e spot. Lampadari in vetro di Murano scendono sui grandi tavoloni circolari realizzati su misura in vetro satinato con mappe serigrafate della Sicilia antica; una parete che ospita le porcellane di Richard Ginori e Virginia casa e ancora un bancone rivestito in maioliche, grandi sofà in pelle di Living divani, motociclette, chitarre e tastiere. Segni tangibili della forte personalità di La Mantia, ma anche fiera allegoria delle sue origini.

Unico spazio delimitato è la pasticceria, immancabile, racchiusa in un volume a specchi che cela il laboratorio e offre anche servizio da asporto e su ordinazione. Il menù, così come la carta dei vini, è un tripudio di Sicilia: arancino di riso, caponata, panelle, sapori forti accompagnati da sarde, capperi e olive e l’immancabile cannolo siciliano, tutto magistralmente elaborato dallo Chef.

Chic ed elegante, “Filippo La Mantia – Oste e Cuoco” è la coccola da concedersi, il vizio da permettersi, almeno una volta ogni tanto.

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