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Tokuyoshi

Le nozze celesti (e culinarie) di Italia e Giappone

Una stella Michelin appena presa, va bene, ma la curiosità è tutta per lui, Yoji Tokuyoshi, chef proprietario dell’omonimo ristorante con un passato importante. Nove anni da Massimo Bottura, di cui tre come sous-chef, non sono cosa da nulla. Le aspettative, quando si entra, sono abbastanza alte. Adesso, lo chef Tokuyoshi ha aperto il suo ristorante giapponese dove l’estremo Oriente incontra l’Italia.

Tokuyoshi

Il locale è d’atmosfera, con un grande e lungo bancone centrale. I tavoli sono pochi ma ben disposti, eleganti anche i dettagli. Ma arriviamo al sodo e parliamo del menù e degli accostamenti arditi che propone. Prima di iniziare delle olive nere, amare e salate al punto giusto, vengono servite come entrée accompagnate dal pane di lievito madre appena sfornato e dal burro nocciolato.

Tokuyoshi

Ogni portata (e dunque anche questo assaggio) è accompagnata da un bicchierino di brodo: ora di carne, ora di verdure, ora di spezie seguendo la tradizione giapponese che vuole ogni pietanza accompagnata da una bevanda calda. Fra gli antipasti, il non plus ultra è il pane con burro e alici,  una nuvola bianca, morbida e vaporosa, impastata con acqua di mare, alici marinate e burro nocciolato. Al secondo posto abbiamo il cannolo siciliano salato ripieno di baccalà mantecato seguito a ruota dalla tartare di daino e dal lardo di Wagyu.

Tokuyoshi

Per i primi piatti, invece, abbiamo una scelta assolutamente originale. La pasta Tributo a Noto consiste in spaghetti con latte di mandorle, vongole e pistacchi. Il risotto con ostriche e Wagyu è un’apoteosi gastronomica e, sempre sulla stessa linea di commistione di gastronomia italiana e giapponese, abbiamo i ravioli del plin su brodo tonkotsu, a cui manca solo la parola.

Tokuyoshi

Come secondo una buona scommessa è il piccione con finferli e porcini,  davvero buonissimo, il suo fondo di cottura è semplice ma corposo, delicato e saporito. Sempre incredibili, poi, sono la guancia di vitello brasata nel Barbaresco, la sogliola in spuma e salsa d’impepata di cozze  o la triglia alla livornese con salsa di triglia ridotta. Tutti piatti complessi e articolati che non mancheranno di sorprendervi.

Tokuyoshi

Il dessert invece è un babà inzuppato nel Sauternes Chateau d’Yquem, una incredibile variazione su un piatto famoso e tradizionale che fa ben capire tutta la carica di innovazione che lo chef Tokuyoshi mette in ogni singolo piatto della sua cucina. Un’esperienza indimenticabile.

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