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Cocktail Bar

Wooding Bar

La wild philosophy del primo bar endemico del mondo

È evidente che stiamo vivendo una nuova golden age della mixology. Il vecchio coca&rhum nel bicchiere di plastica è ormai un’eresia, ci siamo abituati a cocktail di qualità, con ingredienti selezionati e sapientemente miscelati da mixologist che sembrano più alchimisti che barman. In città aprono in continuazione locali nuovi e interessanti che seguono le ultime tendenze del fine drinking, ma il Wooding Bar (o Wood*ing Bar, come lo scrivono i suoi creatori) è decisamente fra i più originali, estremi e coraggiosi che abbiamo mai provato.

Wooding Bar - Milano

Wood*ing Bar è nato grazie a Valeria Mosca Caglio, già nota nella nicchia della gastronomia radicale e grande esperta di foraginig, ossia la raccolta, nel rispetto assoluto dell’ambiente, di piante selvatiche commestibili per l’uomo, e a Stefano Tosoni, che ne cura abilmente il concept e lo sviluppo. Dopo aver fondato nel 2010 il Wood*ing Lab, laboratorio di ricerca e sperimentazione sul cibo selvatico, e dopo aver scritto nel 2016 il libro “Wild Mixology”, ricettario e manuale tecnico per una miscelazione wild, Valeria ha deciso, appunto, di dedicare alla miscelazione selvatica anche un locale.

Wooding Bar - Milano

Si trova in zona Isola, nei locali di un ex colorificio, ed è il primo bar endemico del mondo. In botanica l’aggettivo “endemico” indica specie tipiche ed esclusive di un determinato territorio. E infatti il Wood*ing Bar propone drink realizzati con ingredienti selvatici, non coltivati: radici, erbe, alghe, muschi e cortecce raccolti a mano in territori incontaminati, nel rispetto degli ecosistemi, e lavorati artigianalmente.

Wooding Bar - Milano

Basta entrare per capire che si tratta di un bar insolito e diverso. Arredamento e interni rispecchiano perfettamente la filosofia wild: ambiente semplice ed essenziale, colori tenui, muri scrostati, lunghi tavoli in legno di cedro del Libano, quadri e dettagli che rimandano alla natura e alla botanica. Ancor prima di ordinare, ecco arrivare al tavolo, come benvenuto, dell’acqua aromatizzata con un rametto di abete rosso. Aiuta a prepararsi al meglio per la degustazione dei drink perché libera il palato da eventuali altri sapori – ci spiegano – e fa anche bene, considerato che l’abete rosso contiene ben otto volte più vitamina C rispetto ad un limone coltivato.

Wooding Bar - Milano

La drink list si articola in due sezioni. La prima, classic wild, propone appunto cocktail classici, dallo Spiritz al Moscow Mule, rivisitati con ingredienti selvatici. La seconda, più estrema, è invece dedicata ai cocktail selvatici, che sono identificati non con nomi ma con numeri e i cui ingredienti sono raccontati e spiegati nel menù. A meno che non siate davvero esperti di botanica, ogni drink è di fatto un’affascinante scoperta di piante, erbe e fermentazioni. Abbiamo optato per il drink #1, a base mezcal e preparato con kombucha di foglie di rovo, terra di radici fermentate e castalda. Un cocktail estremamente piacevole, fresco e delicato.

Wooding Bar - Milano

I drink sono accompagnati da un tagliere con piccoli stuzzichini e, per chi volesse approfondire la proposta food, il menù propone sia assaggi, sia veri e propri piatti. Anche il cibo segue ovviamente la filosofia wild. Vi è un forte utilizzo di erbe selvatiche e di farine di sussistenza e sono privilegiate tecniche di cottura quali l’essiccazione e l’affumicatura a freddo.

Wooding Bar - Milano

Decisamente imperdibile per chiunque voglia bere un cocktail insolito e soprattutto conoscere una filosofia innovativa per un bere intelligente e che sostiene l’ambiente.

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