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Etnici

Zazà Ramen

Un risto-bistrot dall’animo nordico ma dal cuore giapponese

Metti un cuoco olandese e l’Ispettore Zenigata in via Solferino, nel cuore della Milano bohémien. Una combinazione di elementi in apparenza agli antipodi eppure così in armonia tra loro e che hanno dato vita a Zazà Ramen, un risto-bistrot dall’animo nordico ma dal cuore giapponese.

Apri le porte del civico 48 e ti ritrovi in un luogo che sa di nord Europa, con i suoi interni luminosi e i massicci tavoli di legno chiaro. Ma gli avventori appollaiati sulle sedie non stanno degustando tartine al salmone bensì del buon ramen giapponese: la zuppa nipponica più popolare, fatta con brodo aromatizzato naturalmente, spaghetti di grano fatti a mano e un mix di carne e verdure cucinati ad arte. Si, esatto, proprio quella che l’ispettore Zenigata si spazzolava tra inseguimenti e sparatorie col suo nemico-amico di sempre, Lupin III (che lo chiamava affettuosamente Zazà, appunto).

Brendan Becht, socio fondatore e ideatore del concept Zazà Ramen – chef olandese ed ex allievo del Maestro Gualtiero Marchesi – dirige la cucina mentre Kevin Ageishi, socio investitore rappresenta il Giappone, protagonista del menù. Il ramen viene declinato in diverse varianti: da quella classica, con carne di maiale, verdure e uovo morbido, a quella vegetariana con ben sette verdure giapponesi, soia e spaghetti integrali, o ancora quella di pesce, con frutti di mare e finocchi.

A seconda della stagionalità gli ingredienti cambiano, ma il gusto e il sapore sono quelli autentici della tradizione giapponese. Non per niente annesso al ristorante c’è anche il laboratorio, che produce kg e kg di noodles ogni mattina. Ma non di solo ramen vive Zazà. Curiosi e saporiti sono gli antipasti proposti da condividere con i commensali: edamame al fior di sale, insalatina di cavolo cappuccio al sesamo nero, ravioli e spiedini yaki, polpette di riso onigiri. Il tutto da accompagnare a graditissime birre artigianali o da calici di vino da scegliere à la carte, ristretta ma ben selezionata. Imperdibile la degustazione del saké, proposta nella chiave più tradizionale e cerimoniosa: si fa debordare la bevanda da un bicchierino di vetro posto all’interno di una ciotola di legno. In questo modo il legno, simbolo di forza e purezza, cederà al liquido la sua essenza.

Una scoperta piacevole e curiosa questo Zazà Ramen. Un’alternativa trendychic agli inflazionatissimi sushi e sashimi cino-giapponesi e un viaggio ricco di sapori alla scoperta di un’altra faccia della poco conosciuta cucina nipponica.

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